La vertigine di essere umani

Un respiro solo, tutta l’eternità

Il 25 ottobre, alla Libreria ELI, il secondo capitolo di Dissolvenze & Bagliori ha intrecciato cinema, filosofia, letteratura e musica intorno al limite, al desiderio di sapere e alla possibilità di vivere senza possedere tutte le risposte.

Eva Sanna durante la serata I luoghi che ci interrogano al Filmstudio

All’inizio c’è una chiamata e proviamo a prendere in mano noi il gioco.

Se c’è un disegno, impariamolo. Se c’è un destino, riscriviamolo. Costruiamo una stanza perfetta, con le luci giuste e le uscite giuste, dove tutto finalmente torna. Facciamo giustizia con le nostre mani, con la nostra intelligenza. Per un attimo ci sentiamo demiurghi. Padroni del copione. Funziona, quasi. Ma solo finché restiamo fuori dalla stanza che abbiamo costruito. Appena ci entriamo, capiamo che anche noi siamo parte di un trucco più grande.

Allora smettiamo di imbrogliare e iniziamo a chiedere.

Fermiamo quello che non si può fermare e gli diciamo: aspetta. Non voglio vincere, voglio capire. Perché il dolore? Perché il male? Perché questa fame di assoluto che non si spegne anche quando maledico il nome che la accende? È il momento più nudo. Non costruiamo più, non scappiamo più. Stiamo davanti a qualcuno, anche se quel qualcuno tace.

Quando il silenzio non risponde, cambiamo sguardo.

Non chiediamo più prove, chiediamo dove eravamo amati. Torniamo all’origine. Non all’inizio del tempo, ma a prima delle nostre opinioni, delle nostre abitudini. A quando tutto aveva un’anima e tutte le anime erano una. Scopriamo che ci sono due strade, da sempre. Una che vuole afferrare, una che accetta di perdere. E che forse l’aldilà non è un luogo dopo, ma un modo di ricordare che tiene insieme i vivi e i morti sulla stessa riva.

Eva Sanna in un momento de "i luoghi che ci interrogano"

A quel punto succede l’impensabile.

Chi guardava dall’alto, senza peso, senza freddo, senza ferita, sente per la prima volta un profumo, un brivido. E sceglie. Sceglie di cadere. Non per debolezza, per amore. Preferisce un respiro solo a tutta l’eternità. La trascendenza fa il movimento contrario: non sale, si incarna. Diventa presente.

E alla fine resta il silenzio.

Non quello di un mondo rimasto senza voce, ma quello di una vita che non ha bisogno di spiegarsi continuamente. Gesti, lavoro, preghiera, stagioni. Il tempo non viene sconfitto: riceve una forma. Dopo aver tentato di dominare il gioco, interrogato il dolore e scelto di esporsi all’amore, incontriamo qualcuno che non aspetta di capire tutto per cominciare a vivere.

Forse restare in ascolto dentro quel silenzio è già un modo di abitare la vita.

Le opere e le voci della serata

I film

2001: Odissea nello spazio — Stanley Kubrick, 1968
Il monolito che appare e cambia tutto. L’uomo davanti a ciò che lo supera

La stangata — George Roy Hill, 1973
Chi crede di avere in mano il gioco è già nel gioco di un altro

Il settimo sigillo — Ingmar Bergman, 1957
Una partita a scacchi con la Morte, per strappare il tempo di una domanda

The Tree of Life — Terrence Malick, 2011
Il lutto di una madre dentro la vastità del cosmo, che non risponde

Il grande silenzio — Philip Gröning, 2005
Il silenzio dei monaci: non vuoto, ma una presenza che non possiede

La città degli angeli — Brad Silberling, 1998
Un angelo rinuncia all’eternità per un respiro, un sapore, una perdita

I filosofi

Feuerbach · la proiezione  —  L’uomo proietta fuori di sé ciò che non regge dentro, e poi gli chiede protezione.

Pascal · la canna pensante  —  Siamo la cosa più fragile della natura, ma l’unica che sa di esserlo: lì sta la nostra grandezza.

Nietzsche · l’oltreuomo  —  Chi attraversa il proprio tempo e nasce di nuovo, oltre ciò che era.

Heidegger · l’esistenza autentica  —  Si comincia a vivere davvero quando si smette di nascondersi da ciò che siamo.

Spinoza · la finitezza  —  Questa vita esposta e finita è capace di gioia proprio perché non è garantita.

La letteratura

Dostoevskij · Il Grande Inquisitore  —  Gli uomini barattano la libertà di cercare per la sicurezza di una risposta.

La musica

Franco Battiato, Alice  —  La voce che accompagna il passaggio tra le domande e il silenzio.

2001 odissea nello spazio nella serata de i luoghi che ci interrogano

Seth, ne La città degli angeli, ha scelto di cadere per amore.
Ma entrare nella vita significa entrare anche nel desiderio: ciò che ci muove, ci espone, ci cambia. Il prossimo capitolo comincia qui.
Dall’amore che fa scendere nel mondo all’eros, alle sue promesse e a quel che ne resta.

Dissolvenze & Bagliori · Capitolo III

Domenica 29 novembre 2026 · ore 17:30

Libreria ELI, Roma · Filmstudio × Libreria ELI