Renato Nicolini

“Al Filmstudio sono andato da sempre. Ricordo il film che lo inaugurò, di Norman McLaren. A metà degli anni Settanta ero in fuga dalla politica, nel senso che ero diventato segretario della sezione del PCI di Campo Marzio. Facevo cioè il confessore a tempo pieno, e appena finivo il pio lavoro andavo lì. Tra i tanti film, quello che più mi ha impressionato è Sullivan’s Travels (I dimenticati) di Prestn Sturges del ’42, storia di un regista che ritenendo immorali i film divertenti, vuole parlare della vita dei senzatetto. Comincia così un vagabondaggio inconsueto, fa la vita del barbone, e per uno sbaglio giudiziario finisce ai lavori forzati. Vedendo i detenuti che si divertono con Topolino capirà l’importanza dei film comici. Mi ha colpito perché in genere si pensa che il cinéphile sia noioso di natura, che non voglia divertirsi, invece l’amore per il cinema è qualcosa di totale, che ti coinvolge. Da lì è nato lo spirito di Massenzio. Non speravo più che il Filmstudio riaprisse. Ora lo frequento di nuovo, anche perchè ho lo studio nella stessa strada.”

Renato Nicolini

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