La notizia diffusa oggi sul Corriere della Sera nella quale si annuncia l’apertura di “Scena” presenta un utilizzo strumentale della storia del Filmstudio.

L’identità culturale del Filmstudio, la sua azione militante a favore del cinema indipendente e il rispetto nei confronti del cinema italiano, di Roma e dei cittadini romani, non verrà mai messa al servizio di iniziative di propaganda politica.
Nicola Zingaretti ha troppo spesso parlato di “riapertura del Filmstudio” senza mai aver parlato con il Filmstudio e senza mai essere entrato al Filmstudio.

Qualsiasi “scena” venga esibita per interessi elettorali non riguarda né riguarderà il Filmstudio.

Il Filmclub più antico d’Italia è stato da sempre anche il più aggredito da parte della cattiva politica.
Nicola Zingaretti non riuscirà a portare a termine questo stupro culturale perché la storia del Filmstudio fa parte della storia della cultura di Roma e delle avanguardie che ne hanno garantito la crescita.

A noi l’orgoglio di aver portato avanti un grande progetto culturale.

A lui la scena. Ne facesse ciò che vuole.

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